Chiese cristiane con l’opposizione per la concertation nationale

Nonostante fosse in corso le partecipata Decima edizione delle Journées mondiales de la jeunesse Madagascar (Jmj – Mada X Antsirabe 2022) –celebratesi ad Antsirabe tra il 30 agosto e il 4 settembre – il mondo ecclesiastico malgascio ha trovato comunque il tempo per intervenire nelle più calde vicende della politica e dell’attualità nazionali. In particolare, a rompere gli indugi sono state le chiese cristiane riunite nel Conseil chrétien des églises à Madagascar: l’organismo, più noto con l’acronimo di Ffkm (Fiombonan’ny fiangonana kristiana eto Madagasikara), riunisce la Chiesa cattolica e le comunità evangeliche storiche (luterane, anglicane e calviniste).

Insomma, non solo i cattolici e i protestanti malgasci hanno condannato con durezza la violenza di Ikongo, e negato ogni parola di comprensione verso la Gendarmerie nationale; ma hanno ribadito la necessità di una concertation nationale, che attenui lo scontro politico in vista del futuro appuntamento elettorale. Ipotesi, come noto, sinora respinta dal Governo, che la giudica una manovra pretestuosa per il potere. «Ribadiamo il nostro appello del 17 luglio scorso, per il riavvicinamento tra gli attuali governanti e tutte le altre forze vive», si legge nella dichiarazione del Ffkm, firmata dal presidente monsignor Samoela Jaona. L’auspicio è cioè instaurare un dialogo politico, che possa condurre «a una soluzione duratura».

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