Elezioni 2023, Ue vuole par condicio e non accetterà boicottaggi

L’Unione europea nei fatti ha rotto gli indugi, sia con la presidenza Rajoelina, sia col Governo in carica. E ha lanciato un messaggio chiaro: non solo le Elezioni del novembre 2023 dovranno svolgersi senza determinanti irregolarità, ma dovrà essere assicurata la partecipazione, e in condizioni di parità, a tutte le forze politiche nazionali. Non si dovrà cioé prestare il fianco ai boicottaggi delle opposizioni, pretestuosi o meno che siano. Per questo motivo, si dovrà adempiere alle raccomandazioni della Mission d’observation électorale de l’Union européenne (Moe – Ue), e se del caso, accordarsi anche con le opposizioni, al fine di riformare le norme elettorali.

Non escludendo neppure quella fumosa concertation nationale, vista come il fumo negi occhi dal regime al potere. In caso contrario, la pluridecennale partnership economica e finanziaria subirebbe contraccolpi. Segue il brano forse più controverso dell’ultima relazione della Moe – Ue, che mette implicitamente in dubbio l’imparzialità della Haute cour constitutionnelle (Hcc): «Sebbene le nomine dei presidenti della Ceni e dell’Hcc siano state effettuate nel rispetto delle disposizioni costituzionali e di legge, la presenza di persone ritenute vicine al potere, in posizioni che potrebbero influenzare l’esito delle Elezioni, non rafforza la fiducia degli elettori nel processo democratico, in vista delle Elezioni del 2023».

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