21 morti, la news dell’affaire Ikongo fa il giro del mondo

La notizia della tragedia di Ikongo (nota anche col nome coloniale di Fort Carnot), nella Regione Fitovinany, ha fatto il giro del mondo. E non poteva essere altrimenti, giacché riunisce ben tre piaghe del Madagascar contemporaneo: la persecuzione degli albini, i frequenti linciaggi, e i pochi scrupoli delle forze dell’ordine nello sparare ad alzo zero contro i manifestanti. E’ avvenuto che la Gendarmeria ha sparato contro una folla inferocita e armata di machete, che pretendeva la consegna di quattro persone: tutte sospettate del rapimento di un bimbo albino, e dell’omicidio della madre. Per ora il bilancio dei dimostranti uccisi è salito a 21, ma vi sarebbero ancora decine di feriti gravi.

Per approfondire, rimandiamo al servizio, pubblicato sul portale della televisione “Espansione tv”, e intitolato «Madagascar: polizia spara sulla folla, bilancio morti sale a 19». Ne segue l’incipit. «La polizia del Madagascar ha confermato che ieri suoi agenti hanno ucciso 19 persone e ne hanno ferite altre 21 dopo aver aperto il fuoco contro una folla inferocita di circa 500 dimostranti armati che tentava di fare irruzione nella stazione di polizia di Ikongo in segno di protesta contro il rapimento di un bambino albino. “Diciannove persone hanno perso la vita e 21 sono rimaste ferite”, ha dichiarato la polizia in un comunicato. Ieri il bilancio ufficiale delle vittime era di 11 civili».

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