Madagascar, migranti interni oltre il 20 per cento

L’Institut national de la statistique (Instat) del Madagascar ha di recente pubblicato il Recensement général de la population et de l’habitation (Rgph) 3. In particolare, questa fase del censimento della popolazione era centrata sul fenomeno sull’emigrazione interna. Ebbene, sono stati censiti oltre cinque milioni e 300mila migranti interni, pari al 20,5% degli abitanti. Il dato fa riferimento ai cittadini che almeno una volta nella vita si sono trasferiti: ovvero, che hanno cambiato almeno il Distretto di residenza. L’indagine di questi migranti vede la lieve prevalenza delle donne, col rapporto femmine – maschi di 97 a cento.

L’età media è di 31 anni. Ad attrarre di più – nonostante quanto si può immaginare – sono le aree rurali, rispetto alle urbane. Infatti in circa due casi su tre, i flussi – ovviamente alla ricerca di terre fertili – avvengono tra zone agricole, spesso limitrofe. Circa le città, le più interessate dal fenomeno sono Toamasina e Mahajanga; prevale invece Antsirabe, per le migrazioni più recenti. Gli spostamenti sono causati in primis da motivi economici, su tutti la ricerca di lavoro. E al fuori del linguaggio statistico, è facile immaginare che gran parte dei flussi sia legata alla carestia che flagella il Sud. Alcuni esperti rilevano che il Paese non ha una politica migratoria e i vari leader si sono sempre rifugiati nel principio di libera circolazione.

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