X Summit Ue – Madagascar, cosa resterà?

Giorni fa si è svolto nel Palazzo Iavoloha – residenza ufficiale del capo dello stato – il 10° Dialogo di partenariato tra Madagascar e Ue (10e Dialogue de partenariat entre Madagascar et l’Ue). Presenti, il presidente del Madagascar Andry Rajoelina, il premier Christian Ntsay, vari ministri, il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo, capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore, gli incaricati d’affari di Germania e Francia. Vari i temi all’ordine del giorno, in primis la politica nazionale e le Presidenziali ’23. Hanno esordito gli europei, che hanno invitato la controparte ad attuare le raccomandazioni formulate nella Relazione finale della Mission d’observation électorale de l’Union européenne del 2018.

L’Unione europea ha infatti sottolineato l’importanza di un processo elettorale inclusivo, pacifico e trasparente. Ha fatto seguito l’intervento del presidente: «Il Madagascar non è un Paese in crisi. Quello che conta per noi oggi è garantire la salute del Paese, il benessere delle persone, la ripresa economica, ma anche la pacificazione»; ha poi aggiunto che «il Madagascar ha bisogno di stabilità per andare avanti con calma, per riprendersi dallo shock delle recenti crisi. È solo favorendo un clima sociale pacifico e unito che potremo liberare tutto il potenziale del Madagascar e guidarlo sulla via della prosperità». (Continua).

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