Novità voli Madagascar, operatori chiedono stop ai tamponi e…

Se è vero che la ripresa dei flussi turistici verso il Madagascar ha scatenato un’ondata di ottimismo, è altrettanto vero che i numeri sono ancora sensibilmente al di sotto dei livelli pre-pandemici. Così secondo gli imprenditori del settore ricettivo alberghiero, è urgente eliminare sia l’obbligo del test molecolare per l’ingresso, sia la necessità del tampone antigenico all’arrivo. Si fa, infatti, notare che molti Paesi – come Mauritius, Tanzania, Maldive, Sudafrica e Capo verde – non praticano più questa misura restrittiva, nonostante in precedenza fossero molto rigorosi. «Certo, lo Stato ha allentato alcune misure, si veda l’abolizione del confinamento negli hotel all’arrivo nei nostri aeroporti, ma l’applicazione del test pcr prima dell’imbarco, che costa 80 euro, e il dtr all’arrivo dei passeggeri, a 20 euro, costituiscono ancora un freno per i turisti internazionali», ha detto un albergatore alla stampa.

E un collega ha aggiunto: «I turisti internazionali potrebbero quindi essere riluttanti e preferire altre destinazioni, per paura che il loro soggiorno in Madagascar venga alterato, quando spendono in media tra 10mila euro e 15mila euro a famiglia. Per questo, chiediamo allo Stato di rimuovere questi test Covid. A nostro avviso, l’esistenza di un pass sanitario attestante la vaccinazione, costituirebbe un documento sufficiente, per consentire ai turisti di viaggiare».

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