Dopo arresti oppositori, dubbi su tenuta politica del Madagascar

Giorni fa, a Tana, una manifestazione non autorizzata del principale partito di opposizione, Io amo il Madagascar – Tiako i Madagasikara (Tim), è finita con l’arresto di due tra i suoi maggiori esponenti. Rina Randriamasinoro, segretario generale, e Jean Claude Rakotonirina, coordinatore nazionale, sono stati fermati solo per poche ore, ma ciò è bastato ad accrescere le tensioni politiche. Di certo, il regime in carica cerca, in questa fase, d’impedire ogni possibile minaccia all’ordine pubblico: si teme che con un malcontento generalizzato per via dell’inflazione galoppante, ogni scintilla possa far sfuggire di mano la situazione.

Tuttavia l’opposizione conservatrice di Marc Ravalomanana punta senza sconti – al fine di gestire la futura fase elettorale – a un Esecutivo di unità nazionale, che comprensibilmente è avversato da chi governa. Opzione, quest’ultima, che pare però condivisa dalla comunità internazionale. Per approfondire, rimandiamo al pezzo redatto da Alberto Galvi per il portale “Notizie geopolitiche”, dal titolo «Madagascar. Durante una protesta la polizia ha fermato due esponenti di spicco dell’opposizione». Eccone l’incipit. «Durante una protesta nella capitale Antananarivo la polizia del Madagascar ha fermato due esponenti di spicco del principale partito di opposizione, i quali manifestavano contro l’aumento del costo della vita e le difficoltà economiche».

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