Il turismo che cambia pelle, il caso Toliara

Nella città di Toliara – nota in Madagascar come Cité du soleil – gli arrivi turistici sono finalmente di nuovo in crescita, anche se per ora restano lontani quei livelli occupazionali, che il settore alberghiero seppe raggiungere prima della pandemia. A destare tuttavia la sorpresa degli addetti ai lavori, è il cambio di pelle dei flussi turistici, come ben riassume la testimonianza del carismatico Rafidison, direttore dell’Hotel Soavadia: «Siamo al completo, ed abbiamo un tasso di occupazione del 100% per le camere e di non meno dell’80% per il catering»; quindi l’albergatore spiega che si è deciso «di abbassare notevolmente i nostri prezzi, mantenendo una buona qualità dei servizi, perché è l’unico modo per permettere ai turisti locali di trascorrere un buon soggiorno a Toliara».

In sostanza il settore ricettivo avrebbe optato – e con successo – per un’offerta più a buon mercato, in grado di attrarre la clientela nazionale. E se prima ci si affidava principalmente ai viaggiatori che giungevano per via aerea, adesso prevalgono i vacanzieri che si avventurano lungo la Route nationale 7 (Rn 7). I quali potranno così godersi le famose mete balneari di Anakao, Ifaty o Mangily – tutte nei pressi di Tuléar – a prezzi prima impensabili. Non manca tuttavia chi fa osservare che una simile soluzione non consente di recuperare i posti di lavori persi, e abbassare così la disoccupazione.

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