Trasparenza, il grave ritardo del Madagascar smuove l’Unesco

Risale al 2006, in Madagascar, l’impegno di più organizzazioni – tra cui la sezione locale di Transparency international –  per una legge sull’accesso all’informazione. Si tratta dell’istituto che in Italia è chiamato Accesso civico generalizzato, e altrove è noto come Foia (Freedom of information act). Introdotto in Italia nel 2016, garantisce accesso anche alle informazioni in possesso della pubblica amministrazione, per cui non vi è obbligo di pubblicazione. Sempreché, va da sé, non siano minacciati rilevanti interessi, previsti dalla legge. Ebbene nell’Isola una simile normativa – garanzia di trasparenza e responsabilità dirigenziale – non è stata ancora emanata, né vi sono proposte di legge in tal senso: l’Esecutivo ha semplicemente concluso dei confronti con i soggetti interessati, in vista della presentazione di un disegno di legge.

Il ritardo ha smosso l’Unesco (United nations educational, scientific and cultural organization), e Jay Ralitera – responsabile locale – ha rilasciato un comunicato, che ha ad oggetto la «promozione del buon governo». Ha chiarito che l’adozione «della legge sull’accesso all’informazione rafforzerà non solo la lotta alla corruzione, ma anche il miglioramento dei servizi pubblici». Cosicché è ora «di fare i passi successivi e farla adottare» poiché «aiuterà il Governo a rispettare i suoi impegni», e «stabilirà una cultura della responsabilità».

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