Morte Rakotoarisoa, pressioni per legge che tuteli gole profonde

L’omicidio dell’attivista ambientale Henri Rakotoarisoa, a giugno in Alaotra Mangoro, ha scatenato un movimento popolare, per una legge che tuteli i segnalatori (segnalanti) d’illeciti, reati, irregolarità: le «gole profonde», più note come whistleblower (in francese, lanceur d’alerte). Ossia chi, nell’ambito del rapporto di lavoro, rivela o segnala comportamenti illeciti, fraudolenti o pericolosi. Invero dal 2018 è stato presentato un progetto normativo in questa direzione, ma giace trascurato. Così a lanciare una petizione per la legge, è stata Transparency International – Initiative Madagascar – la sezione malgascia dell’organizzazione internazionale non governativa Transparency international – che al riguardo ha emanato un comunicato: «Le persecuzioni e gli attacchi contro gli attivisti ambientali hanno raggiunto il loro apice la scorsa settimana, con l’assassinio premeditato e l’esecuzione selvaggia di Henri Rakotoarisoa per la sua lunga lotta a favore della protezione del patrimonio forestale della sua regione».

E ancora: «In Madagascar, i difensori dei diritti umani/segnalatori di illeciti sono in pericolo», e «per porre fine al terrore in cui vivono i difensori dei diritti umani/segnalatori di illeciti, e per lottare contro gli attacchi giudiziari di cui sono vittime, è essenziale che il Madagascar adotti una legge a tutela dei difensori dei diritti umani/informatori».

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