Altopiano di Mahafaly: baobab-cisterna contro il climate change

Su questo spazio, abbiamo già descritto la secolare pratica dei baobab-cisterna, che è tipica degli abitanti del Plateau Mahafaly (Altopiano di Mahafaly), ove vivono le etnie Antandroy e Mahafaly. In questa zona del Sud-Ovest del Madagascar, alcuni cittadini sono cioè soliti scavare il tronco dei baobab, per conservare acqua piovana. Ebbene, alcuni osservatori hanno notato che quest’uso si sta dimostrando sempre più decisivo, per contrastare la siccità legata al climate change. Per approfondire, rimandiamo al reportage del portale “Rivista Africa”, redatto da Pascal Maitre, e intitolato «L’acqua del baobab». Ne segue l’inizio.

«In Madagascar i grandi alberi secolari diventano cisterne per far fronte alla crescente penuria d’acqua. I baobab sono conosciuti per le loro dimensioni, robustezza e impressionante longevità. Meno nota è la loro capacità di conservare a lungo quantità d’acqua enormi: una caratteristica preziosa per chi vive nell’altopiano di Mahafaly, la regione più arida della Grande Isola. L’altopiano di Mahafaly è uno dei territori più aridi del Madagascar. Situato nella parte sud-orientale della Grande Isola, è popolato da circa 20.000 persone appartenenti ai gruppi etnici mahafaly e tandroy, che hanno imparato a vivere in un ambiente tanto ostile. Qui piove solo poche volte all’anno e le scarse precipitazioni vengono subito assorbite dal terreno poroso calcareo».

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