Impennata del costo della vita, c’è chi pensa al Madagascar

Il balzo dell’inflazione in Europa – che è legata soprattutto ai costi di generi alimentari ed energia – sta spingendo un crescente numero di cittadini del Vecchio continente, a trasferirsi in Madagascar. Ove il costo della vita – come si legge a questo indirizzo – è ancora basso, almeno se confrontato agli standard dei Paesi industrializzati. Per approfondire questo fenomeno, che è in costante aumento, rimandiamo al servizio di Salvatore Avallone, pubblicato sul portale “Proiezioni di borsa”, e intitolato «Si vive da re con 600 euro al mese in questo paese tropicale dalle spiagge borotalco e dal mare luccicante». Ne segue l’inizio.

«I paesi occidentali sono sempre più stretti dal costo della vita. Allora molte persone pensano di andare a vivere altrove. Soprattutto i pensionati, se in Italia la pensione dovesse diventare insufficiente. Questo Paese magnifico e ricco di natura attira molti turisti ogni anno. Ma è anche la meta di chi cerca un’alternativa per vivere in un altro Paese. Non sono poche le persone che si sono trasferite a vivere nel Madagascar. Certo non è proprio vicino all’Italia, ma molti stranieri vi abitano, in maggioranza francesi. Si tratta di una ex colonia francese e autonoma dal 1960. La capitale è Antananarivo, ma tutti la chiamano Tanà. È considerato uno dei paesi più belli al Mondo come natura. Spiagge infinite e bianchissime con un mare mai freddo».

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