Omicidio dell’attivista Rakotoarisoa, dura presa di posizione Onu

L’omicidio del militante Henri Rakotoarisoa – avvenuto poche settimane fa in Alaotra Mangoro – ha provocato una forte presa di posizione, da parte del Sistema delle nazioni unite in Madagascar, (la rappresentanza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite – Onu nel Paese). E’ coinvolta una gang di una quarantina di persone, dedita al traffico di legname pregiato. La vittima da anni denunciava la deforestazione illegale e l’illegittima pratica del tavy, in cui, per rendere fertile il terreno, s’incendia la vegetazione.

Segue un brano del comunicato Onu, che «denuncia ogni forma d’intimidazione contro persone e gruppi che lavorano per preservare le risorse naturali del Madagascar. Il Sistema delle nazioni unite ricorda solennemente l’esemplare impegno di Rakotoarisoa nella lotta per salvaguardare il patrimonio forestale della sua regione, ed esprime, allo stesso tempo, il suo pieno sostegno ai malgasci che operano per la conservazione dell’ambiente, la cui dedizione è il cuore della conservazione del pianeta. L’Organizzazione delle Nazioni Unite prende atto delle iniziative del Governo e delle Autorità giudiziarie per chiarire questa vicenda; e le esorta a stabilire la verità sui motivi e le circostanze che hanno portato alla morte del signor Rakotoarisoa, e ad assicurare che i responsabili di quest’assassinio siano processati e puniti, secondo gli standard dello stato di diritto».

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