Lotta alla Pesca illegale, il Madagascar si muove

Il Madagascar decide di far sul serio, nel contrasto alla Pesca illegale: la Pêche inn (Pêche illégale, non déclarée et non réglementée). Gli abitanti delle aree costiere dipendono soprattutto dalle risorse ittiche, essenziali per accrescere le fonti di reddito e migliorare la sicurezza alimentare, mentre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che la Pêche inn produca perdite annuali pari ad almeno 500 milioni di dollari. E poi, svuotando il mare, s’impoveriscono i piccoli pescatori e si pregiudicano le risorse destinate alle generazioni future. Così il Madagascar s’impegna a rafforzare il sistema di monitoraggio e sorveglianza del mare, e il Ministero della Pesca e dell’economia blu mobilita e forma le comunità locali, perché partecipino ai controlli.

Poi va segnalata l’adesione al Monitoring control and surveillance coordination centre (Mcscc): l’accordo – in seno alla Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale – coordina la lotta contro la pesca illegale e la sorveglianza nelle acque della regione. E il Governo giapponese farà la sua parte: entro il 2023 fornirà cinque motoscafi Yamaha al Centre de surveillance de pêche (Csp), che saranno destinati ad Antsiranana, Mahajanga, Toamasina, Toliara e Tolagnaro. Mentre l’azienda nazionale Polyma sta producendo a tal fine sette piccole imbarcazioni, con attrezzature a elevata tecnologia.

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