Madagascar, guida alla biodiversità

I motivi che possono spingere a viaggiare in Madagascar sono i più vari. Tuttavia tra questi spicca il desiderio di conoscere una biodiversità unica: un effetto di un isolamento geografico che dura da 88 milioni di anni, cioè da quando questa terra si separò dall’India. E a indicarci in modo efficace i luoghi ove si può conoscere la biodiversità malgascia, è un pezzo redatto da Claudia Dagrada, per il portale “Imperial eco watch – Magazine online di ambiente, mare e viaggi dal 2021”. Per approfondire, rimandiamo quindi all’inizio del pezzo, dal titolo «Madagascar: cosa vedere nell’isola della biodiversità».

«Nell’Oceano Indiano, non molto lontano dalla costa del Mozambico, c’è un paradiso di biodiversità tutto africano. Il Madagascar è la quarta isola più grande del mondo, ma sono altri i numeri che ci interessano: il 5% delle specie animali e vegetali del pianeta si trova qui, e l’80% è endemico. La ragione di questa unicità sta nel lungo isolamento geografico, soprattutto per quanto riguarda la fauna. Proprio un animale endemico è il simbolo del Paese, il lemure, che vive nella foresta tropicale. Si aggiungono altre creature peculiari come il fossa (un predatore simile a un gatto), camaleonti, insetti astrusi, rane, tartarughe e diverse specie di squali e megattere. Altrettanto straordinaria è la flora, dai baobab alla palma del viaggiatore, dalle orchidee alle foreste».

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