Caso bimba con gastroenterite, il dibattito non è un granché

Si è conclusa a lieto fine, la vicenda della bimba italiana di tre anni e mezzo, colpita a Nosy Be in Madagascar, da gastroenterite. Non ripercorriamo qui il succedersi degli eventi, già descritti in dettaglio dai media nazionali. Che hanno preferito innescare un dibattito all’insegna di allarmismo e luoghi comuni, tenendo a distanza ogni scelta di approfondimento. Così non si è scritto nulla sulla probabilità di contrarre patologie gastrointestinali nelle aree intertropicali dei Paesi in via di sviluppo, né sull’opzione di stipulare assicurazioni sanitarie, né sugli obblighi delle nostre Autorità diplomatico-consolari in questi casi.

«Insomma, non è un granché», potrebbe chiosare il presidente Mario Draghi. Per gli sviluppi della cronaca rimandiamo comunque al pezzo del “Corriere della sera”, dal titolo “Il viaggio di nozze in Madagascar è un incubo: «Nostra figlia è grave, fateci tornare». Poi la visita di una pediatra italiana risolve la situazione”. Eccone l’incipit. “L’appello sui social di una coppia anconetana: «La bambina si è presa una grave gastroenterite, ma qui non ci sono cure. Siamo chiusi in una camera d’albergo, ogni ora può essere decisiva». In serata l’annuncio dell’onorevole Giuliodori: «La bimba sta bene». Madagascar, il sogno. L’hanno realizzato in viaggio di nozze con la loro bambina. Una vacanza da meraviglia che alla fine si è trasformata in un incubo”.

Un commento

  1. Ciao, visto che nessuno commenta, provo io.
    Bruttissima figura per l’Andilana, resort bellissimo, splendida spiaggia, gestione italiana.
    Molta imprudenza da parte dei genitori, e vorrei dire anche del tour operatori. Una bimba così piccola non dovrebbe andare in Madagascar, paese meraviglioso,ma estremamente diverso. I bambini non hanno le difese immunitarie del tutto attive. Infatti non appena li porti al nido si ammalano molto spesso!
    Poi,ma non ultime,le carenze gravissime della sanità malgascia (a me un’analisi del sangue l’hanno fatta guardando il vetrino contro luce. In una grande città, non in uno sperduto villaggio, ma io mangio di tutto – quasi).
    Mi conforta che sia finito tutto bene!

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