Madagascar: dal 2010 il tasso di sottoccupazione è raddoppiato

Giorni fa è uscito uno studio – dal titolo “Creazione di posti di lavoro in Madagascar: sfide e raccomandazioni”, e coordinato da Herinjatovo Aimé Ramiarison – che analizza il tema della precarietà del lavoro in Madagascar. Si fa notare come una tra le principali manifestazioni del fenomeno, sia un elevato «tasso di sottoccupazione legato a un’occupazione inadeguata». Una sottoccupazione che peraltro si pone in uno scenario ove il tasso di attività netto è in aumento (e pari al 73%), il tasso di occupazione è alto (95%), e quello di disoccupazione è molto basso (4,2%). Si spiega poi che «il tasso di sottoccupazione legato a un’occupazione inadeguata è stato nel 2010 del 42,2%, secondo l’Indagine sulle famiglie (Epm) realizzata dall’Instat» ossia l’Institut national de la statistique.

E si chiarisce quindi che questa percentuale è raddoppiata, in un decennio: «89,7% per le donne e 75,1% per gli uomini». E ancora: il sous-emploi deriva «dallo stato di povertà e vulnerabilità di molti malgasci, che li costringe ad accettare un lavoro anche se in condizioni sfavorevoli e precarie. La bassa percentuale di disoccupazione di lunga durata, 34%, secondo Enempsi significa che la durata della disoccupazione tende a essere più breve, data l’assenza di sussidi di disoccupazione, e che l’esigenza di sopravvivere non consente alle persone di rimanere senza lavoro per un lungo periodo».

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