Madagascar e inflazione, è la quiete prima della tempesta? – 2

(Prosegue). E dunque a fronte della previsione attuale del 6,4%, le stime provvisorie prevedono che – per fine anno – si sfiori l’otto per cento. Tornando all’inflazione, ricordiamo che il tasso del 2021 è stato del 6,2%: in netta risalita rispetto al 4,5 del 2020. Mentre circa i beni di prima necessità – il cosiddetto «carrello della spesa» – l’aumento del 2021 ha raggiunto l’8,6%, contro il 3,3% del 2020. Si noti poi che dall’inizio dell’anno, detto tasso sarebbe cresciuto ancora del due per cento. L’impulso decisivo all’aumento dei prezzi potrebbe tuttavia esser dato dai carburanti. Andry Ramaroson, ministro dell’Energia e degli idrocarburi, ha dichiarato – durante un’audizione all’Assemblea nazionale – che l’aumento dei carburanti e dunque delle bollette, è inevitabile.

Se alcune settimane fa aveva detto che i prezzi alla pompa sarebbero rimasti stabili sino a giugno, giorni fa ha spiegato che a suo giudizio si dovrebbe provvedere agli aumenti in luglio; chiarendo comunque che sarà il Governo a decidere su costi e tempistiche. E molti fanno notare che l’opera di convincimento da parte delle Autorità sarebbe già cominciata: nel profilo su Facebook del Ministère de l’Energie et des hydrocarbures, si rimarca che – nonostante l’instabilità mondiale e la guerra – il prezzo della benzina più basso nell’intera Africa e nell’area dell’oceano Indiano, è proprio in Madagascar.

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