Madagascar e inflazione, è la quiete prima della tempesta?

Sotto il profilo economico, il Madagascar sta vivendo una fase di ansia: un rapporto della Banca centrale del Madagascar (la Banque centrale de Madagascar – Bcm, in malgascio Banky Foiben’i Madagasikara), prevede per fine 2022 un’impennata dell’inflazione, che dovrebbe sfiorare il tasso dell’8% annuo. Tra le cause, l’aumento del prezzo della benzina, e in generale la guerra, che rende più difficoltosa l’importazione di materie di prime da certe aree. Tuttavia adesso lo scenario è stabile, e la Legge Finanziaria prevede, per il 2022, un aumento del prodotto interno lordo (PIL) del 5,4 per cento. Tutti i settori dovrebbero contribuire alla crescita, e al rimbalzo dovuto all’uscita dalla pandemia.

Così si prevede un deciso più 8,5% per l’industria – che comprende il comparto minerario – un buon più 5,7% per i servizi, e + 3,4% per l’agricoltura. Tutti incrementi che sono favoriti dalla decisione governativa di aumentare i salari, e quindi di rilanciare i consumi. Si teme tuttavia che il balzo dei prezzi dei prodotti alimentari ed energetici, le difficoltà di approvvigionamento per via del conflitto in Europa, possibili disastri naturali, ed eventuali nuove ondate epidemiche possano frenare la crescita del PIL. Tornando alla corsa dei prezzi, la Banca centrale fa notare che gli aumenti dei costi di cereali e carburanti sui mercati, potrebbero stravolgere le previsioni.

(Continua).

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