Principio di laicità, il Madagascar è spaccato – 2

(Prosegue). «Le istituzioni statali, tra cui l’Assemblea nazionale, devono rispettare la laicità, per la netta separazione tra affari di stato e culto religioso. Già utilizzando il nome “Neemia”, la cappella fa una forte discriminazione rispetto ad altre confessioni religiose», ha chiosato l’avvocato. Altri giuristi notano che la Costituzione – nell’Articolo 1 – prevede che il «popolo costituisce una Nazione organizzata in uno Stato sovrano, unitario, repubblicano e laico». Mentre l’Articolo 2 rimarca che «la laicità della Repubblica si basa sul principio della separazione tra gli affari dello Stato, e quelli delle istituzioni religiose e loro rappresentanti», e specifica che «lo Stato afferma la sua neutralità rispetto alle diverse religioni».

Del resto, anche se il Madagascar ha una tradizione cristiana antica, vi sono professate anche altre confessioni religiose: ad esempio l’Islam è in crescita, e si contano addirittura deputati musulmani. E’ vero che le cappelle in ospedali, caserme o università, sono frequenti e comunque ben accolte, ma la situazione è diversa, nel caso di un organo pubblico. Il sociologo Lanto Ratsida ha detto al riguardo che «quello che potrebbe creare problemi è la reazione di altre Chiese, soprattutto quelle della Fiangonana zandriny»: cioè le Chiese evangeliche non tradizionali, che non fanno parte del Conseil chrétien des Eglises à Madagascar.

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