Principio di laicità, il Madagascar è spaccato

Giorni fa l’Assemblée nationale malagasy – in malgascio l’Antenimierampirenena, ossia la Camera bassa del Parlamento bicamerale del Madagascar – è piombata sulle prime pagine dei giornali. Si è dibattuto sull’Assemblea nazionale non per ragioni politiche, quanto piuttosto religiose: o meglio, relative all’applicazione del principio di laicità. E’ accaduto che la presidente Christine Razanamahasoa – magistrato e pastore protestante – abbia inaugurato nello stesso edificio dell’assemblea, un luogo di culto: la Cappella di Neemia, (Neemia è un personaggio biblico, e il Libro di Neemia fa parte della Bibbia, ndr). La presidente ha dichiarato che è «un dono che viene dalla mia famiglia e dalla mia persona», e «il locale è anche già attrezzato. Da 20 anni esiste un luogo di preghiera all’interno dell’Assemblea nazionale».

L’inaugurazione, preceduta da una messa ecumenica, ha tuttavia diviso la pubblica opinione, anche cristiana, per una presunta violazione della laicità dello Stato. Secondo un avvocato che si occupa di questioni di culto, la vicenda rappresenterebbe una violazione della Carta fondamentale: la «Costituzione è chiara su questo punto. Il testo base, che è la Costituzione, cita nel preambolo solo la credenza in Andriamanitra andriananahary, per affermare che il popolo malgascio è una Nazione credente: e tutto ciò, senza menzionare una religione particolare». (Continua).

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