Industria e sviluppo, l’Europa col fiato sul collo del Madagascar

Se è vero che l’Unione europea finanzia il Madagascar – specie la sua industria e la sua potenzialità commerciale – è altrettanto evidente come le istituzioni di Bruxelles cerchino anche di monitorare il buon impiego dei frequenti e cospicui contributi. Va letto in questo senso l’incontro fiume tra il titolare del Ministère de l’Industrialisation, du commerce et de la consommation, Edgard Razafindravahy, e il diplomatico italiano Giovanni Di Girolamo, che guida la Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore. Nel corso della visita, sono stati molti i temi trattati, a cominciare dal dialogo pubblico-privato, ossia il Dialogue public privé (Dpp): una forma di concertazione che nell’Isola rappresenta un vero e proprio meccanismo istituzionale, regolato da una norma del 2015.

All’ordine del giorno sono stati poi il clima imprenditoriale, l’iter legislativo della Legge sugli investimenti (molto auspicata dal mondo imprenditoriale), gli incubatori industriali, il progetto noto come Programme d’appui au développement des exportations et à l’intégration régionale (Padeir), e il mercato della vaniglia. Nell’occasione Razafindravahy, che è anche un noto editore, ha rilevato lo sforzo del Governo per migliorare il climat des affaires (nel quadro giuridico del Dpp), ed ha descritto gli incubatori d’impresa e la loro importanza per l’industrializzazione locale.

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