Commodity, l’export del Madagascar vola (e l’economia non crolla)

Il Madagascar – nel primo trimestre del 2022 – ha fatto registrare un deciso aumento delle esportazioni, soprattutto grazie a materie prime come nichel e cobalto. L’aumento dell’export è stato addirittura pari al 94,2%, rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno. E’ quanto ha comunicato la nota periodica della Banky foiben’i Madagasikara (Banque centrale de Madagascar – Bcm), secondo cui la dinamica proseguirà anche in futuro: «Il prezzo del nichel è aumentato vertiginosamente, in seguito alla crescita della produzione di veicoli elettrici, e alle sanzioni sulle esportazioni russe di questo minerale». E che il settore minerario rappresenti un forte traino dell’industria nazionale, lo testimonia altresì la recente visita che Giovanni Di Girolamo – capo della Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore – ha fatto al titolare del Ministère des Mines et des ressources stratégiques, Rakotomalala Herindrainy Olivier: «Questo è un settore molto importante per lo sviluppo del Paese», ha dichiarato il diplomatico italiano.

Un incontro che non ha trascurato temi più delicati, come il rispetto dei diritti umani, e la lotta al lavoro minorile nelle miniere. Segnaliamo poi l’ottimismo proveniente dal fronte agricolo, soprattutto grazie all’export della vaniglia; un dato che nel primo trimestre è cresciuto di circa il 28%, rispetto ai primi tre mesi del 2021.

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