Elezioni 2023, su par condicio scontro Ue – Madagascar – 2

(Prosegue). Tra i temi trattati, la rielaborazione delle liste dei votanti, e le riforme del Codice elettorale, e del Code de communication del 2020: sono richieste provenienti specie dall’opposizione, cui però la maggioranza non ha sinora dato seguito. Del resto, la ministra della Comunicazione e della cultura, Lalatiana Andriantogarivo Rakotondrazafy – che è anche portavoce del Governo – ha difeso con vigore il suddetto Code de communication, perché rappresenterebbe «un importante passo avanti». Ha quindi aggiunto che «il regime garantisce la libertà di espressione nel Paese ma nel rispetto dei testi e della legislazione in vigore».

Osservando più da vicino le conclusioni della Missione, va rilevato che, secondo il presidente Christian Peda, «l’attuale svolgimento della sessione ordinaria del Parlamento è un’opportunità per rivedere la legislazione elettorale». In sostanza, l’Ue chiede alla maggioranza di riformare la legge elettorale, qual presupposto di elezioni libere, trasparenti e universalmente accettate. L’Europa sollecita poi l’autonomia effettiva e l’indipendenza finanziaria della Commissione elettorale nazionale indipendente, oltre a «garanzie della libertà di espressione e di stampa e il controllo del finanziamento della vita politica».

La prossima mossa spetterà però al Parlamento, saldamente sotto la guida dell’alleanza “Nous tous, ensemble avec Andry Rajoelina”.

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