Voli in Madagascar, la lotta ai traffici frena le riaperture

La stampa specializzata del mondo intero comincia a rimarcare come la presunta lotta al traffico di risorse naturali (oro in primis) – che sta conducendo il Governo del Madagascar – andrebbe a limitare la tanto auspicata riapertura dei confini, in seguito al blocco dovuto alla pandemia. Si pensi alla clausola capestro che le Autorità di Tana vorrebbero imporre all’Etiopia, poiché scalo per i voli verso Africa ed Emirati arabi uniti: nientemeno che uno stanziamento extraterritoriale di doganieri malgasci presso l’Aeroporto di Addis Abeba, qual condizione per la ripresa dei voli Ethiopian Airlines verso l’Isola rossa. Uno scenario che poteva essere evitato con un’applicazione più rigida del principio di rotazione – nei confronti della Police de l’air et des frontières (Paf) – e che ha portato alla riduzione dei voli verso Toamasina, da parte del vettore francese Air Austral.

Per approfondire, rimandiamo al pezzo di Paola Camera, pubblicato sul sito de “L’Agenzia di Viaggi magazine”, e intitolato «Traffici illegali in Madagascar: Air Austral taglia i voli». Eccone l’inizio. «Air Austral cancella una parte dei voli Reunion-Toamasina. Per adempiere alla politica di repressione delle infrazioni doganali e di contrasto al traffico illegale in Madagascar, il vettore ha dovuto tagliare l’operativo, limitandolo a due frequenze settimanali con un massimo di 132 passeggeri per ogni volo».

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