Omaggio a Ramily, icona assoluta della fotografia d’arte malagasy

Se l’icona vivente della fotografia artistica malagasy è senz’altro Chan Hong Men Pierrot – più noto semplicemente come Pierrot Men – l’icona assoluta è invece Ramily, all’anagrafe, Émile Rakotondrazaka. (Il fotogiornalismo è un’altra cosa, e su questo spazio, abbiamo già affrontato l’illustre tradizione malgascia in quel campo, ndr). Il genio della foto en noir et blanc malagasy – classe 1939 – è, infatti, deceduto a Tana nel 2017, dopo aver abbandonato l’attività nel 2003, per ragioni di salute. In queste settimane, stanno celebrando la sua opera, i media del mondo intero: dal 30 aprile, lo spazio espositivo Hakanto Contemporary di Tana, gli dedica un’esposizione dal titolo “Ramily ilay nanao ny maraina”.

La retrospettiva – o meglio, il tributo – sarà in mostra sino al 30 luglio. Per approfondire sul padre della foto malgascia contemporanea – capace di influenzare le generazioni successive – rimandiamo a un pezzo dal blog “Artbooms”, dal titolo «Gli scatti ingenui e spettacolari di Emile Rakotondrazaka, il padre della fotografia in bianco e nero del Madagascar». Eccone l’inizio. «Gli scatti del fotografo Emile Rakotondrazaka o Ramily, raccontano il Madagascar come una terra poetica ed atemporale. E lo fanno con la tecnologia della prima metà del secolo scorso (fotografia in bianco e nero stampata su carta al bario). Senza bizze: tra un paesaggio, un tramonto e un ritratto».

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