Mikea, gli indigeni del Madagascar lottano per l’ospedale

L’Associazione La Skarrozzata lotta per il progetto Amici di Vorehe – Madagascar, che sostiene l’Ospedale-dispensario di Vorehe. La struttura è destinata ai gruppi Masikoro, e soprattutto Mikea: de iure, gli unici indigeni del Madagascar. Cacciatori e raccoglitori della foresta, non raggiungono le mille unità, vivono presso la costa sudovest tra Morombe e Toliara, e secondo il Quadro strategico per lo sviluppo delle popolazioni Mikea – emanato dal Ministère des Eaux et forets et de l’environnement nel 2003 – si tratta di una «popolazione indigena». Invero, secondo uno studio, la qualificazione è controproducente: povertà ed emarginazione sono ricondotte alla naturalità, e non si adotterebbero delle adeguate contromisure.

Per approfondire, rimandiamo al pezzo dal titolo «Manteniamo vivo l’ospedale dei Mikea in Madagascar», pubblicato sul sito “La Skarrozzata”. Eccone l’inizio. «Abbiamo lanciato una nuova raccolta fondi per l’ospedale Salfa di Vorehe (sud ovest del Madagascar) dove curiamo chiunque si presenti gratuitamente (chi può lascia qualcosa); questo è l’unico ospedale-dispensario dove i Mikea, gli aborigeni del Madagascar, osano avvicinarsi; siamo vicini alla foresta dove abitano in capanne o nei baobab; nel 2019 abbiamo portato elettricità solare e acqua mediante pompa solare, l’acqua ora raggiunge tutto l’ospedale ed è disponibile per la popolazione del villaggio».

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