Covid, si buttano le dosi e la campagna vaccinale non decolla

Giorni fa, il Consiglio dei Ministri del Madagascar ha evidenziato lo spreco di ben 800mila vaccini anti-covid: «La conservazione dei vaccini è un problema in un Paese in cui non è possibile, in quasi tutti i centri sanitari, mantenere o garantire i requisiti di conservazione, a temperature molto basse». Mentre dall’inizio della pandemia, il Paese ha ricevuto circa quattro milioni di dosi di vaccini. Insomma un vero sperpero, collegato sì al basso tasso di vaccinazione, ma anche al fatto che le dosi inviate sono in genere prossime alla scadenza. Le statistiche di marzo indicano che è stato somministrato quasi un milione e 300mila dosi, per una copertura vaccinale che non supera il quattro per cento; e dati ufficiosi di aprile indicherebbero un’adesione del 4,8 per cento.

Numeri lontani dall’obiettivo del Governo, che punta alla metà dei cittadini vaccinati entro il 2023. Nonostante l’impegno del Ministero della Salute pubblica, da quando diminuiscono i casi, le vaccinazioni sono in netto calo. Mentre, secondo gli addetti ai lavori, a scoraggiare i cittadini sarebbe la necessità di più somministrazioni. E un più recente comunicato governativo chiarisce: «Certo, il tasso di copertura vaccinale è molto basso in Madagascar, ma abbiamo anche uno degli indici di contagio e mortalità più bassi dell’Africa, o addirittura del mondo. Ciò spiega lo scarso entusiasmo per la vaccinazione».

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