Polizia di frontiera, un repulisti in Madagascar

In nome della lotta alla corruzione e ai traffici più vari, il Governo del Madagascar, su iniziativa del presidente, ha annunciato il rinnovo totale degli effettivi della Paf, la Police de l’Air et des frontières: il dipartimento della Polizia aerea e di frontiera che integra la Police nationale de Madagascar. A precisare i dettagli dell’intervento, è il dossier del titolare del Ministère de la Sécurité publique, Rodellys Fanomezantsoa Randrianarison. In sostanza, quasi tutti gli elementi della Paf che sono in prima linea, cioè a contatto con i viaggiatori, saranno sostituiti. Gli unici effettivi che potrebbero sottrarsi alla disposizione, sono gli agenti con elevata specializzazione, e sempreché non siano in carica da oltre sei anni.

Il commissaire divisionnaire Aina Andriambelo, che dirige il Gabinetto del suddetto Dicastero, è stato chiaro: obiettivo principale dell’operazione è fare un repulisti del personale, dunque chi è stato denunciato, o sospettato di coinvolgimento in vicende discutibili, sarà indagato; e in particolare, «il miglioramento del servizio nei confronti dei cittadini fa parte della politica del Ministro. Lo abbiamo già portato a termine per il Servizio passaporti e ora è il turno del Paf». E’ intervenuto al riguardo anche il generale Serge Gellé, segretario di stato della Gendarmeria nazionale, per affermare che non ci sarebbe traffico senza complicità.

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