Diritti umani, i malgasci ribattono all’Ue: e allora le Comore?

La guerra in Ucraina e l’invasione della Russia stanno raffreddando i rapporti tra il Madagascar e l’Unione europea. A Bruxelles non è andata giù l’astensione – e quindi la posizione “né né” o “ni pour ni contre” – espressa dalle Autorità dell’Isola in seno alle Nazioni unite; così come i malgasci – e si badi bene, non solo il Governo, ma anche la società civile – non hanno gradito i rimbrotti europei, intesi quasi come una lesione della sovranità nazionale. Così i media dell’Isola – come le reti sociali e l’opinione pubblica – hanno letto con sarcasmo l’apprezzamento che Giovanni Di Girolamo – ambasciatore dell’Unione europea in Madagascar e nelle Comore – ha manifestato nei confronti del voto antirusso, espresso dall’Unione delle Comore.

Ci si è chiesti con ironia se ciò significhi che i diritti umani siano più rispettati nelle Comore, piuttosto che in Madagascar. E i giornalisti del quotidiano “Midi Madagasikara” si chiedono se «l’Unione europea – il cui ambasciatore residente in Tana, ha giurisdizione sull’Unione delle Comore – veda con lo stesso occhio il rispetto dei diritti umani nelle due isole sorelle». E s’illustra a seguire l’evidente autoritarismo del Governo delle Comore. Questo conflitto è inscenato proprio mentre si definisce il nuovo Programma indicativo pluriennale per il Madagascar – il Programme indicatif multi-annuel – che riguarda il periodo 2021-2027.

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