A Tana, una girandola d’incontri. Pressioni sul Governo?

Stati uniti, Francia, Gran Bretagna. Giorni fa una girandola di emissari si è presentata – o comunque si è fatta sentire – presso le Autorità centrali del Madagascar. E nonostante le motivazioni addotte per gli incontri – in primis di carattere umanitario – molti osservatori vi hanno intravisto una sorta di pressione all’insegna del soft power, nei confronti di un Paese che starebbe dando l’impressione di voler smarcarsi dal fronte geopolitico occidentale. Indice puntato sull’astensione nel voto che condannava la guerra in Ucraina, già duramente criticato dall’Unione europea. Ha cominciato Cindy McCain, ambasciatrice degli Stati uniti presso le tre agenzie alimentari delle Nazioni unite con sede a Roma: il Programma alimentare mondiale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo.

La rappresentante di Washington si è fatta ricevere dal presidente Andry Rajoelina, in seguito a una visita nelle zone colpite dalla kere. Il ministro della Difesa nazionale, Léon Jean Christian Rakotonirina, ha poi ricevuto Thierry Marchand, direttore della Sicurezza e della cooperazione alla sicurezza presso il Ministero degli Affari esteri francese. Infine il ministro britannico per l’Africa, Vicky Ford, ha annunciato un aiuto di 500mila sterline, per le attività del Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia sull’Isola.

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