Affaire trolley, il Governo del Madagascar si spacca (2)

(Prosegue). «Non si trattava di vietare valigie con ruote, laptop o tablet in cabina. Le discussioni si sono concentrate sulla possibilità di estendere l’apertura delle frontiere, causa il calo del numero di casi Covid-19 nel Paese. Sono state discusse misure per tutelare meglio le risorse del Paese, che spesso passano illecitamente attraverso alcuni aeroporti. Ma queste misure devono seguire le normative internazionali dell’Organisation de l’aviation civile internationale (Oaci) cui il Madagascar è affiliato, tenendo conto dell’equilibrio tra ripresa economica e lotta al traffico di risorse nel Paese. Non ci sono ancora decisioni definitive adottate riguardo a queste misure perché sono ancora in corso discussioni e consultazioni con altri dipartimenti ed enti. Ma sottolineo che non è il caso di sanzionare i turisti in questa apertura delle frontiere», specifica il ministro Joël Randriamandranto.

Inevitabile comunque il malcontento delle compagnie, che accusano il Governo del Madagascar per l’inefficacia di questa parziale riapertura: «Le condizioni avrebbero dovuto esser note prima, rispetto all’apertura dei confini il 5 marzo. Tutti però brancolano nel buio. Solo gli Aeroporti di Ivato e Toamasina sono aperti ai collegamenti internazionali, e non c’è traccia di chiarezza per noi, compagnie aeree. La pianificazione e i preparativi devono esser fatti con settimane di anticipo».

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