Madagascar, riaperture deludenti e stop valigie con le ruote

Madagascar: le misure governative che dal 5 marzo avrebbero dovuto segnare una riapertura delle frontiere quasi totale, si sono invece mostrate insufficienti, se non dirette in direzione opposta; è questo, il condivisibile giudizio degli operatori turistici locali. Questi si dicono «indignati», convinti che nulla di concreto sia stato fatto, e che se non altro «il turismo a Nosy Be sta morendo». In primis, si confermano le misure sanitarie per l’entrata dei passeggeri: a cominciare dall’isolamento per le prime 48 ore – e solo in predeterminate strutture – nell’attesa dell’esito del test. Inoltre solo gli scali di Antananarivo – Ivato, Nosy be e Toamasina, sono stati dichiarati accessibili ai voli internazionali, mentre poco è cambiato per i vettori legittimati a operare: Ethiopian Airlines, Air Mauritius, Air link, o Turkish Airlines sono ancora escluse, mentre solo Neos air è stata aggiunta all’elenco delle compagnie legittimate.

Questi voli charter, provenienti esclusivamente da Milano, potranno volare solo dal primo aprile: per le prime due settimane dovranno limitarsi a un solo volo, mentre in seguito sarà consentita una frequenza bisettimanale. Sulle reti sociali ha poi suscitato clamore il divieto di utilizzare – come bagaglio a mano – le valigie su ruote. La misura, sia in entrata sia in uscita dall’Isola, sarebbe motivata con l’esigenza di contrastare il traffico d’oro.

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