5 marzo, il Madagascar riapre «completamente» le frontiere

Le pressioni degli operatori turistici del Madagascar – specie di Nosy Be – hanno avuto effetto. Il Governo dell’Isola rossa – segnalando il calo dei contagi da coronavirus – ha disposto che dal 5 marzo le frontiere saranno aperte «completamente», ossia integralmente. Una decisione che sarà però accompagnata da misure specifiche per i passeggeri, che le compagnie aeree dovranno far rispettare. Dette misure saranno definite nei prossimi giorni dai dicasteri degli Affari esteri, del Turismo e dei Trasporti: secondo i media locali, si consentirà anche ad altri vettori di operare nei vari scali del Paese, pur continuandosi a richiedere sacrifici ai passeggeri.

È ancora però tutto da vedere, se ciò avvenga in termini di tamponi, vaccinazioni, o quarantene. Giorni fa gli imprenditori del settore avevano chiesto la «totale riapertura delle frontiere», aggiungendo che poiché «il mondo si sta aprendo, è tempo di riaprire completamente il Madagascar al mondo». Si chiedeva che nessun vincolo di frequenza dovesse essere imposto alle compagnie, né fossero limitati i vettori che potevano operare da e per il Madagascar. E poi si puntava anche a che le procedure sanitarie per i passeggeri in arrivo fossero alleggerite. E’ evidente che sotto accusa era soprattutto il monopolio di fatto di alcune compagnie privilegiate, le uniche a poter operare sulla linea Antananarivo – Parigi.

(Continua).

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