Madagascar, la Cina “occupa” l’Università

Grande spazio ha occupato, sui media del Madagascar, l’inaugurazione dell’Atelier Luban: all’interno dell’Università di Antananarivo – e più precisamente dell’Ecole supérieure polytechnique d’Antananarivo (Espa) – sarà appunto creata questa scuola. La Cina, con questa formula, punta in primis a fornire formazione professionale ai migliori studenti dei Paesi partner, per creare talenti locali, (l’Université d’Antananarivo ha selezionato 32 allievi); e si cerca poi di condividere le proprie esperienze di sviluppo. Si è parlato di un passo decisivo per l’industrializzazione, e segnaliamo l’impegno per questo progetto del ministro dell’Aménagement du territoire et des services fonciers, Hajo Andrianainarivelo, e l’entusiasmo del rettore Mamy Raoul Ravelomanana: «Il regalo delle Autorità cinesi è inestimabile. Oltre al finanziamento per la creazione di quest’Atelier, il trasferimento tecnologico che sarà effettuato aprirà una delle porte principali, per l’industrializzazione del Madagascar. Tutti i paesi sviluppati hanno un ramo industriale per la produzione di autoveicoli. E’ quello che ci attendiamo, e ciò che sicuramente questo progetto fornirà».

Nello specifico, la controparte cinese del progetto è rappresentata dal Tianjin vocational college of mechanics and electricity, dal Tianjin machinery and electric industry school, ed anche dalle China railways, per il supporto tecnico.

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