Madagascar, ecco le strategie dell’opposizione

In vista delle Elezioni presidenziali del Madagascar, che dovrebbero svolgersi nel novembre 2023, si sono registrate nelle ultime settimane delle importanti novità. L’ex capo dello stato Marc Ravalomanana, della formazione conservatrice Tiako i Madagasikara – Tim (J’aime Madagascar – Io Amo il Madagascar), ha annunciato di candidarsi di nuovo, dopo la sconfitta del 2018 contro l’attuale presidente Andry Rajoelina. Molti analisti segnalano l’attivismo del titolare della megaimpresa Tiko société anonyme, caratterizzato da vari incontri, e dall’assidua partecipazione alle funzioni della locale chiesa calvinista. Ci riferiamo all’Église de Jésus-Christ à Madagascar (Fiangonan’i Jesoa Kristy eto Madagasikara – Fjkm).

L’ex presidente ha continuato poi il suo tour propagandistico, che ha prima attraversato la città di Toliary e poi la Regione di Sofia. E se nell’ultima tappa la sua presenza è stata discreta, il soggiorno a Tuléar ha scatenato l’insofferenza delle Autorità: il locale prefetto Arson Theodolin Lydore Adoré Solondraza gli ha proibito il comizio, adducendo che «qualsiasi manifestazione nella città di Toliara è vietata durante il fine settimana». E anche l’ex presidente Hery Rajaonarimampianina, pur vivendo a Parigi, non rimane a guardare: i suoi interventi pubblici sono sempre più frequenti, e uno di essi è stato interpretato come l’annuncio di una nuova discesa in campo.

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