Teleferica di Antananarivo: cresce la protesta

Capitale del Madagascar. Crescono le proteste contro il progetto governativo della teleferica: la funivia – la cui costruzione è stata affidata ai colossi francesi Poma e Colas – pensata per risolvere il problema ingorghi e inquinamento ad Antananarivo. Obiettivo, coprire in mezz’ora tratte che con l’auto richiedono tra i 90 e i 120 minuti. I comitati contrari hanno raddoppiato gli sforzi dal 17 gennaio, quando i giudici hanno in parte accolto le loro richieste – anche per il rischio frane – e imposto alle Autorità di modificarne il percorso. I costi dell’opera sono pari a 152 milioni di euro – per un senatore francese, troppi, data la povertà del Paese – mentre la petizione antifunivia sfiora le 5000 firme.

Secondo il progetto originario, l’opera avrebbe collegato quattro quartieri con due linee di cavi, e uno avrebbe attraversato la collina sacra e il quartiere di Andohalo, cuore di Tana: alcuni tralicci sarebbero stati attigui alla Cattedrale di Andohalo. E i giudici hanno riconosciuto anche l’inopportunità d’installarli nel cortile del Collège Saint-Michel, considerando il rischio per gli studenti, e il valore architettonico dell’edificio. I comitati notano poi che il prezzo (previsto) di quasi un euro per il biglietto non è appetibile alla popolazione – mentre le stime governative parlano di 40mila passeggeri il giorno – e comunque non si coprirebbero i costi di esercizio.

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