Traffico d’oro dal Madagascar, il business è forte

Madagascar e traffico illegale d’oro: il crimine organizzato pare sempre più determinato a corrompere le varie amministrazioni, in primis la doganale, pur di raggiungere i propri obiettivi. In questi giorni i media locali narrano ogni particolare dell’ultimo episodio di esportazione illegale: i 49 chilogrammi sequestrati all’Aeroporto di Moroni-Principe Saïd Ibrahim delle Comore – provenienti dall’Isola ma non ancora restituiti – con tanto di arresto dei tre trafficanti, che viaggiavano anche con un chilo di eroina. Due di loro, già estradati, sono di nazionalità malgascia. Tuttavia, secondo Herilaza Imbiki – il titolare del Dicastero della Giustizia – si è di fronte a un progetto criminale, volto a esportarne due tonnellate verso Dubai negli Emirati arabi uniti, gestito da un’organizzazione internazionale.

I cui vertici – responsabili anche dell’azione più clamorosa, quella degli oltre 73 chili di lingotti d’oro sequestrati in Sudafrica – sarebbero un malgascio e «un arabo, e non sono né in Madagascar né nelle Comore». Insomma, il business prosegue indisturbato; e tanto per fare un esempio, in ottobre, alle Seychelles, si è riusciti a sequestrare oltre 22 chili, in una nave proveniente dal Madagascar. Datate ma esplicite le stime del 2014, le ultime disponibili: il traffico dal Madagascar raggiunge le 4,8 tonnellate annue, a fronte di soli 200 chili esportati legalmente.

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