Ancora intossicazioni alimentari, muore bimba di otto anni

In Madagascar, le intossicazioni alimentari continuano a uccidere. Giorni fa, ha scosso l’opinione pubblica, la morte di una bambina di otto anni, per il consumo di carne di tartaruga marina. L’episodio, verificatosi nei villaggi di Ambaja, Bobaomby e Ankarongana – nella Regione Diana, non lontano da Antsiranana – ha avuto come corollario il ricovero di 48 adulti – con sintomi di vomito e mal di testa – all’Ospedale universitario di Tanambao. Un pescatore 70enne avrebbe pescato una tartaruga marina intossicata dalla chelonitossina, che sarebbe stata in seguito cucinata e consumata dai malcapitati abitanti dei suddetti villaggi.

Questa carne contaminata da chelonitossina – composto tossico pericoloso, addirittura mortale – avrebbe imposto anche il ricovero in terapia intensiva di quattro persone. Va segnalato che le Autorità vietano il consumo di questi rettili in certi mesi; e non certo per problemi di conservazione, ma per le sostanze tossiche di cui si nutrono. Del resto non esiste alcun segnale esteriore, che indichi la pericolosità del consumo. Un discorso analogo vale per l’assunzione di carne di squalo, sconsigliata durante alcuni mesi. Al vertice della catena alimentare marina gli squali si nutrono di prede che possono essere portatrici di ciguatossina: conseguenza eventuale, l’intossicazione alimentare detta ciguatera.

Che in genere provoca prurito ma può essere fatale.

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