Indonesiani e induisti, tutti contro il kere

In occasione di queste festività, varie entità pubbliche e private hanno offerto il loro contributo economico per il contrasto alla carestia, che continua a flagellare oltre un milione e 200mila persone nel Sud del Madagascar. I media locali hanno in particolare segnalato l’impegno sia dell’Indonesia, sia dell’Associazione Hindu Samaj, che rappresenta appunto la comunità di religione indù nell’Isola, e conta circa 1200 membri, (di cui la metà risiede nella Capitale). Il Paese asiatico ha risposto all’appello di Antananarivo col trasferimento di 150mila dollari: la somma è stata simbolicamente consegnata nelle mani della professoressa Vololontiana Hanta Marie Danielle – la coordinatrice dell’Office national de nutrition (Onn) – nella stessa sede dell’Ambasciata a Tana.

Secondo alcuni osservatori, i fondi dovrebbero essere destinati all’acquisto di Produits de première nécessité (Ppn) made in Indonesia, così da rafforzare altresì le relazioni commerciali tra i due Paesi. L’Associazione Hindu Samaj di Antananarivo (grazie alla collaborazione con l’organizzazione non governativa brasiliana Fraternidade sem fronteiras), ha invece raccolto generi di prima necessità – riso e fagioli – per un ammontare di oltre 22mila euro. Ricordiamo infine che la comunità indù è impegnata nella costruzione di un tempio, che – secondo le previsioni – dovrebbe essere inaugurato in questo stesso mese.

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