I due disastri del Madagascar: cosa resterà – 2

(Prosegue). E alla tragedia – con i suoi 88 deceduti – ha fatto seguito l’inabissamento di un elicottero militare: vi viaggiava una squadra governativa, con l’incarico di coordinare le operazioni per la ricerca dei naufraghi. Ne faceva parte il 57enne generale Serge Gellé, secrétaire d’État à la Gendarmerie nationale – ministro della Gendarmerie nationale – con altri tre militari. Solo un altro membro della spedizione si è salvato, (i corpi degli altri due sono già stati recuperati). I media del mondo intero hanno descritto la traversia di Gellé, che ha nuotato per dodici ore aggrappato a una sedia del velivolo, prima di essere avvistato e salvato dai pescatori. Il generale, già promosso con la quarta stella, ha detto che a causare l’incidente è stata una folata di vento, quasi assolvendo il pilota deceduto, rispetto all’ipotesi dell’errore umano.

Comunque in queste ore si dovrebbe recuperare il mezzo, per accertare eventuali guasti tecnici. La vicenda è stata narrata anche da varie testate italiane. Segnaliamo il pezzo dal titolo «La storia del ministro che dopo un incidente in elicottero in Madagascar si salva nuotando 12 ore», redatto da Susanna Picone per il sito “Fanpage.it”. Eccone l’inizio. «Serge Gelle, ministro del Madagascar, è comparso esausto in un video diffuso su Twitter dal ministero della Difesa: ha detto che il suo “momento di morire non è ancora arrivato”».

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