I due disastri del Madagascar: cosa resterà

Il 2021, in Madagascar, sarà segnato da due tragedie: le dinamiche sono state differenti, ma l’una è stata conseguenza dell’altra, ed entrambe hanno avuto un’enorme eco mediatica. Il 20 dicembre il barcone “MS Francia III”, con 138 passeggeri a bordo – imbarcati illegalmente, visto che la barca non era adibita al trasporto di persone – naufraga lungo il tragitto tra Antanambe e Soanierana Ivongo (Regione di Analanjirofo): proprio al largo dell’Île Sainte-Marie. Sino al momento in cui si scrive, sono stati salvati cinquanta naufraghi, e i corpi recuperati sono saliti a 85: tre, dunque, i dispersi, per i quali si nutrono ben poche speranze. Secondo le prime indagini, a causare l’affondamento è stata una falla: l’acqua ha reso inservibile il motore, e il natante è rimasto in balia delle correnti.

L’Agence portuaire, maritime et fluviale (Apmf) ha chiarito che “MS Francia III” superava la capacità di carico, e non avrebbe potuto navigare di notte poiché priva di radar: «Saranno messe in atto severe misure punitive, imposte a chi è stato responsabile di questa tragedia umana». Anche i media italiani hanno seguito il caso, e il portale “Notizie.it” – nelle ore successive alla tragedia – ha pubblicato il servizio dal titolo «Madagascar, nave affonda al largo della costa nord-orientale: almeno 17 morti». Eccone l’inizio. «Sono ore particolarmente tragiche per il Madagascar». (Continua).

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