Un nuovo aeroporto a Tana, le cose da sapere

Dopo varie modifiche al contratto di concessione tra Ravinala airports e lo Stato, il nuovo Aeroporto di Antananarivo ha iniziato a operare. Dal 16 dicembre i voli internazionali sono stati trasferiti all’appena inaugurato Terminal C dell’Aeroporto di Ivato; queste le parole del presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, prima delle firme: «Rinnovo del contratto di concessione degli aeroporti Ivato e Fascène di Nosy Be. E poi, una semplice aggiunta». Il riferimento va alla modifica di più clausole dell’accordo originario, ereditate dall’era Rajaonarimampianina, e giudicate «leonine». Si elimina così il termine di 28 anni per la durata della concessione, e lo Stato potrà rientrarne in possesso dopo che i guadagni di Ravinala airports – primo azionista col 45% è la società francese Meridiam – supereranno del 20% il pareggio finanziario.

Poi si parla di rinuncia al credito verso Air Madagascar, e d’innalzamento del canone fisso da tre a quattro milioni di euro. Il nuovo terminal – la cui superficie è pari a 17.500 metri quadrati – ha richiesto un investimento di 220 milioni euro. Ospiterà un milione e mezzo di passeggeri l’anno, e può accoglierne e gestirne 800 tutti insieme, a fronte dei 200 della vecchia sede. Ha 22 banchi check-in, scanner 3D lungo la catena di controllo bagagli, e 150 telecamere di sorveglianza a 360°, che dovrebbero contenere gli episodi di corruzione.

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