Penuria idrica, il movimento delle taniche gialle compie tre anni

«Sono passati diversi giorni da quando una goccia d’acqua è uscita dal rubinetto. Anche la fornitura della cisterna, installata per il rifornimento di emergenza, è effettuata molto raramente. Siamo costretti ad andare fino ad Avaradoha per prendere l’acqua», e ancora: «Il taglio dell’acqua è già il nostro destino quotidiano. Non c’è motivo di ricordarlo!». Sono solo alcune delle arrabbiate dichiarazioni, con cui – specie ad Antananarivo, ma non solo – i cittadini protestano contro i frequenti disservizi circa la fornitura dell’acqua. Le tensioni si sono accresciute nei giorni scorsi a Tana, dopo che Jiro sy rano malagasy (Jirama) ha annunciato nuove interruzioni – causa lavori – dell’approvvigionamento idrico.

(Jirama è l’azienda di servizi pubblici che fornisce elettricità e acqua, ndr). Invero si tratta di disagi che da molto tempo esasperano la popolazione: tanto che nel dicembre 2018, alcuni residenti nella Capitale lanciarono il «movimento delle taniche gialle», il mouvement des bidons jaunes. Una denominazione che deriva dalle tipiche taniche gialle, usate sia dai cittadini costretti a raccogliere acqua sia dai manifestanti: che le esibiscono nei cortei oppure le usano per bloccare le strade. Le Autorità centrali temono che il movimento possa diffondersi da Tana al Madagascar intero, anche perché in questo caso siamo innanzi a una promessa elettorale non ancora mantenuta.

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