Ue – Madagascar, e l’accordo sulla pesca?

La trattativa tra l’Unione europea e il Madagascar, per rinnovare l’Accord de partenariat de pêche durable Ue-Madagascar 2014 2018, sarebbe adesso a un punto morto. Almeno secondo quanto ha dichiarato alla stampa Giovanni Di Girolamo, il diplomatico italiano che guida la Delegazione dell’Unione europea in Madagascar e nell’Unione delle Comore: «Eravamo pronti a firmare il trattato sulla pesca sin dal 2019. Avevamo un accordo di massima, con le autorità malgasce. All’inizio del 2020, tuttavia, il Governo malgascio ha riferito di avere una serie di richieste aggiuntive, quindi abbiamo ripreso i negoziati. Si sono svolti dei round nel 2020 e nel 2021, ma c’è stata la pandemia causata dal Covid-19. Le due posizioni, che a un certo punto sembravano vicine, si sono allontanate».

Secondo però alcuni esperti, l’Isola deve più che altro far fronte all’invadenza delle navi cinesi. In quanto alla Cina, infatti, gli accordi sono stretti – beninteso sono opachi e restano segreti – con le singole aziende di pesca: in pratica si lasciano entrare i pescherecci nella zona economica esclusiva senza autorizzazione, dopodiché si legalizza la loro situazione creando una joint venture (che in buona sostanza è fittizia). Questa stessa società mista (di facciata) opera il cambio di bandiera battente: da cinese a malgascia. A questo punto, il rilascio delle ordinarie licenze di pesca è cosa scontata.

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