Madagascar: carestia da climate change? Scienziati divisi – 2

(Prosegue). Altre testate hanno invece preferito segnalare la ricerca del centro studi scientifico World weather attribution (Wwa), che vanta tra i partner anche l’Environmental change Institute dell’Università di Oxford. Questa rete di scienziati ha di fatto negato l’affermazione del Programma alimentare mondiale (Pam), che a giugno aveva definito la carestia del Madagascar del Sud, come la prima causata dal climate change: «Mi ha sorpreso di più il fatto che l’Onu l’abbia etichettata come carestia causata dal cambiamento climatico», ha dichiarato un ricercatore. Secondo il Wwa, la persistente siccità che flagella l’Isola sarebbe dovuta piuttosto a variazioni naturali del clima, oltre che alla povertà, causa ad esempio di una devastante deforestazione.

Approfondisce i particolari della ricerca, il pezzo dal titolo «Madagascar: “Il riscaldamento non c’entra”», pubblicato sul sito della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (Rsi). Eccone l’incipit. «Contrariaramente a quanto dichiarato dall’ONU e ribadito con forza alla COP26, uno studio attribuisce la siccità a “povertà e variazioni naturali del clima”. Contrariamente alle dichiarazioni delle Nazioni Unite, il riscaldamento globale ha giocato solo un ruolo minimo nella carestia che ha colpito il sud del Madagascar, secondo uno studio pubblicato giovedì. La colpa è della povertà e della variabilità naturale del clima».

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