Madagascar: carestia da climate change? Scienziati divisi

Da settimane auterovoli testate sono tornate a trattare della carestia in Madagascar, il kéré. Se però alcune avvalorano la tesi delle Nazioni unite – secondo cui il fenomeno è effetto diretto del riscaldamento globale – altre paiono piuttosto dar credito ad altri scienziati, al riguardo molto scettici. A seguire le argomentazioni delle Nazioni unite, è senz’altro il reportage di Cyrille Vanlerberghe – redatto per la testata francese “Le Figaro” – dal titolo «Madagascar, perché con il clima impazzito non si mangia». Vi si cita tra l’altro uno studio del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, che prefigura per l’intera Isola «un aumento della siccità».

Il testo è stato ripreso e tradotto dal quotidiano “La Repubblica”. Eccone l’incipit. «Alle profonde difficoltà di uno dei Paesi più poveri del pianeta si è aggiunta una siccità protratta, che costringe più di un milione di abitanti del sud dell’isola a sopravvivere grazie agli aiuti umanitari. Secondo gli esperti, si tratta della prima emergenza alimentare causata dal riscaldamento globale (Le Figaro). Nel villaggio di Betsimieda, situato nel cuore della regione dell’Androy, nell’estremo sud del Madagascar, si trovano due grandi pozzi. Realizzati nel 2019 con l’aiuto dell’Europa, non sono serviti a molto. “Sono a secco da quasi due anni” spiega Soalhatra, un abitante del villaggio di quarantaquattro anni».

(Continua).

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