Madagascar choc, 30mila tonnellate di litchi lasciate a marcire

Hanno destato sconcerto, in Madagascar, le immagini con sterminate file di casse di litchi, lasciati a marcire. Secondo gli esperti, la causa principale sarebbe il dissesto delle vie di comunicazione, che rende pressoché inaccessibili ai grossisti le aree di coltivazione, (situate soprattutto in Atsinanana). Si punta però il dito anche contro la disorganizzazione del settore, e la mancanza di un piano di produzione nazionale, che coinvolga l’intera filiera e definisca le quote di mercato dei vari produttori. Qualche numero per chiarire la portata del fenomeno: su una produzione di 100mila tonnellate annue, 20mila sono destinate all’esportazione (in Europa va il 70%), 40mila assorbite dal mercato nazionale, 10mila acquisite dall’industria per succhi, marmellate, e simili, e 30mila marciscono.

Per approfondire le dinamiche dell’export, rimandiamo al servizio dal titolo «McGarlet, al via la stagione dei litchi del Madagascar», redatto per il portale “Italiafruit News” dall’Ufficio stampa McGarlet. Eccone l’incipit. «Il litchi è un frutto di origine cinese che è ormai entrato a far parte anche delle abitudini di consumo europee. La sua stagionalità lo ha reso negli anni uno dei frutti caratteristici del periodo delle festività natalizie, la sua disponibilità si concentra nei mesi di dicembre e gennaio nei principali Paesi di produzione dei quali il Madagascar è il maggiore».

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