Tana, allarme per i furti di capelli. Parrucchieri sotto accusa

E’ allarme, a Antananarivo, per un fenomeno in crescita: i furti di capelli. Da mesi le cronache – oltre ai social – riportano notizie di donne aggredite, e private sul posto di folte capigliature. L’ultimo caso riguarda una ragazza che faceva shopping nel quartiere centrale e commerciale di Analakely, e che è stata aggredita da tre uomini; ma in passato simili episodi hanno riguardato anche aree più popolari, come Mahamasina, Anosy, 67 Ha, Ambodin’Isotry, Soarano e Behoririka. Secondo i media locali, nonostante le grida della vittima – derubata anche della borsa – nessuno è intervenuto. Risulta che i malviventi poi rivendano le capigliature ai saloni di parrucchieri, ove in base alla lunghezza, per i capelli naturali si pagano cifre anche molto elevate, (si possono superare i 220 euro).

E i coiffeur – che poi li usano per parrucche, o extension – sono inevitabilmente finiti sotto accusa. Riferisce la testimone di una violenza: «Con l’attuale crisi, i ladri non esitano più a tagliare i capelli lunghi per le strade. Sono soldi facili, visto che molti saloni di parrucchieri li comprano a prezzi interessanti ». I criminali in genere agiscono in gruppo: individuano la vittima nei luoghi più affollati, per poi aggredirla con brutalità quando raggiunge un’area più appartata. Ricordiamo che in Madagascar è frequente che delle donne decidano di vendere le loro capigliature ai saloni.

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