Fotogiornalismo, Madagascar terra di talenti

Dipenderà dall’insularità, ma il Madagascar è una terra che ha, e ha avuto, grandi fotoreporter, e che attrae anche professionisti nati altrove. La categoria dei fotocronisti è sì ben organizzata – nel Collectif des reporters d’images de Madagascar  – ma in molti lamentano la scarsa attenzione degli editori. Temi approfonditi nelle ultime settimane, dopo la morte, a settembre, di Daniel “Dany Be” Rakotoseheno: un fotogiornalista modello per le generazioni successive, come ha lasciato intendere il discepolo Fidisoa Ramanahadray; (in aprile è morto anche Alain Michel Rasolofohery de “La Gazette de la Grande île”, non a caso detto “Paparazzi”).

Tra i nomi dell’attualità, segnaliamo Mamiarisoa Raelisaona, noto come Mamy Rael o Mamyrael. Radicato a Tana e in forza a “L’Express de Madagascar”, è appassionato ai soggetti socio-culturali. Ha forse raggiunto l’apice della carriera nel novembre 2020 con la mostra Sar’nao, sugli sconvolgimenti legati al covid, (esposizione allestita col collega Dave Fangitse, che immortala gli effetti della pandemia tra i contadini del Sud). E pur nato in Francia (nel 1973), e lì formatosi, merita un cenno pure Rija “Rijasolo” Randrianasolo: nel 2004 riallaccia i legami col Paese d’orgine, e oggi vive a Tana, lavora per Agence France-Presse, e ci regala gli scatti più emblematici del Madagascar attuale.

Un esempio? La raccolta Ilakaka, city of dreams.

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